Il marketplace è spesso il canale di vendita più grande di un e-commerce e, allo stesso tempo, quello in cui è più difficile rispondere a una domanda semplice: quanto resta in tasca? Il fatturato si vede subito, mentre i costi sono sparsi su più rendiconti contemporaneamente. Questa guida li riunisce in un unico numero (la commissione effettiva) e mostra come decidere, prodotto per prodotto, cosa conviene vendere sul marketplace e cosa è meglio tenere nel proprio shop.
Mappa dei costi
Da cosa sono fatti i costi di vendita sul marketplace
La commissione sulla vendita è solo la prima voce del conto. L’elenco completo delle voci di costo è questo:
| Tipo di costo | Da cosa dipende | Dove si vede |
|---|---|---|
| Commissione sulla vendita | categoria del prodotto e prezzo di vendita | rendiconti del venditore |
| Evidenziazione e promozione | tipo di pacchetto e durata | rendiconti, per offerta |
| Pubblicità sul marketplace | clic e budget delle campagne | pannello pubblicità, rendiconto separato |
| Contributi alle spedizioni | valore del carrello e tariffe dei corrieri | rendiconti, voci di spedizione |
| Costi fissi | abbonamento, servizi aggiuntivi | fattura riepilogativa |
Le tariffe variano tra categorie e cambiano nel tempo, quindi qualsiasi guida con percentuali precise invecchia in un mese. La regola che non invecchia: la redditività si calcola sui costi effettivamente addebitati nei rendiconti, non sul listino. Il listino dice quanto può costare una vendita; il rendiconto dice quanto è costata.
Un unico numero
Commissione effettiva: un numero al posto di dieci listini
Definizione operativa
La commissione effettiva è l’insieme di tutti i costi del marketplace addebitati nel periodo diviso per il fatturato realizzato sul marketplace nello stesso periodo. Un unico numero da mettere accanto al margine commerciale del prodotto.
Per account è una curiosità, per offerta è uno strumento decisionale. Ecco la ripartizione per un negozio di utensili (un mese, dati indicativi, fatturato sul marketplace 21.000 €):
Costi del marketplace in % sul fatturato · mesenegozio di utensili · dati indicativi
La commissione nominale (8,2%) è metà della verità. L’altra metà è distribuita tra pubblicità, spedizioni e promozioni, voci facili da trascurare perché si trovano in altre sezioni dei rendiconti.
Con un margine commerciale del 38%, questo negozio cede al marketplace quasi metà del margine sui prodotti venduti lì. Può comunque essere un buon affare, ma solo se lo si calcola per offerta, perché la media del 16,3% è composta da offerte all’11% e da altre al 27%.
Canale contro canale
Marketplace o shop proprio: il conto per prodotto
Questa scelta non si fa una volta per tutte: è un calcolo da ripetere prodotto per prodotto. Su entrambi i lati si sottrae dal margine commerciale il costo di vendita del canale: sul marketplace la commissione effettiva dell’offerta, nel proprio negozio l’incidenza della spesa pubblicitaria sul fatturato del negozio (spesa totale / fatturato del negozio; il costo per prodotto lo fornisce solo Google Shopping) più la gestione di pagamenti e spedizioni. Tre esiti tipici:
Prodotto che si compra “sul marketplace”
Margine medio, categoria in cui i clienti per abitudine partono dal marketplace. La pubblicità propria costerebbe più della commissione effettiva, quindi il canale fa il suo lavoro nonostante le commissioni.
Prodotto con guerra di prezzo nella scheda
Margine basso e gara al ribasso con i concorrenti sulla stessa scheda prodotto. La commissione effettiva si mangia quel che resta del margine; nel proprio negozio lo stesso prodotto regge grazie a bundle e vendite aggiuntive.
Prodotto unico ad alto margine
Il margine sopporta sia la commissione effettiva sia il costo della pubblicità propria. Il marketplace aggiunge copertura, il negozio costruisce la base clienti. Condizione: controllare che le Ads del marketplace non facciano offerte su ricerche che vinci comunque.
Per questo calcolo serve il margine commerciale per prodotto nei dati (prezzo d’acquisto o percentuale di margine nel sistema del negozio). Da dove ricavarlo e come collegarlo lo spiega una guida dedicata al margine nei dati e-commerce.
Trappole
Quattro trappole nel calcolo della redditività sul marketplace
Calcolare sulla commissione nominale
La commissione di listino della categoria può essere meno della metà del costo reale. Un calcolo senza Ads, promozioni e contributi alle spedizioni restituisce una redditività che esiste solo nel foglio di calcolo.
Contributi alle spedizioni spalmati sul totale
Il programma Smart può pesare di più sui prodotti economici: il contributo è simile, ma il carrello è piccolo. I contributi vanno attribuiti ai singoli ordini, non trattati come un unico calderone.
Ads senza dettaglio per offerta
Le campagne Ads del marketplace mediate sull’intero account nascondono le offerte in cui la pubblicità si mangia tutto il margine. La spesa Ads si legge per offerta, accanto alla sua commissione effettiva.
Redditività su ordini effettuati, non pagati
Gli ordini annullati fanno in tempo a generare parte dei costi, ma non lasciano fatturato. La base del calcolo sono gli ordini pagati, con gli stati presi dal sistema del negozio.
DataOrganizer
Come DataOrganizer calcola l’utile dal marketplace al netto delle commissioni
DataOrganizer importa dal marketplace gli ordini e le commissioni addebitate (commissioni di vendita, promozioni, Ads, contributi alle spedizioni) e dal sistema del negozio i prezzi d’acquisto dei prodotti. Da questi dati ricava la commissione effettiva e l’utile al netto delle commissioni per offerta, categoria e periodo. In pratica funziona così:
Le tre offerte principali dopo il calcolo completo:
| Offerta | Fatturato | Commissioni totali | Commissione effettiva | Utile netto commissioni |
|---|---|---|---|---|
| Set di chiavi a bussola 108 pz. | 3.100 € | 460 € | 14,8% | +690 € |
| Avvitatore a batteria 18V | 2.450 € | 660 € | 26,9% | +100 € |
| Organizer da officina | 1.300 € | 155 € | 11,9% | +390 € |
L’avvitatore vende molto, ma Ads e promozioni portano la sua commissione effettiva al 26,9% con un margine commerciale del 31%: restano 100 € su quasi 2.500 € di fatturato. Raccomandazione: ridurre le Ads su questa offerta e verificarne la redditività nel proprio negozio, prima che aggiunga un altro mese di vendite solo apparenti.
Nota metodologica: tutti gli importi negli esempi sono indicativi e servono a mostrare il meccanismo del calcolo. Le tariffe del marketplace dipendono dalla categoria e cambiano nel tempo; la fonte di riferimento sono i rendiconti del venditore e il listino aggiornato del marketplace.
Da ricordare
Commissione effettiva accanto al margine commerciale: questo è tutto lo strumento. Quando entrambi i numeri compaiono accanto a ogni offerta, le decisioni su “cosa resta sul marketplace, cosa torna nel negozio, dove tagliare le Ads” smettono di essere discussioni basate sulle impressioni.
FAQ
Domande frequenti su commissioni e redditività marketplace
Da cosa sono composti i costi di vendita sul marketplace?
Dalla commissione sulla vendita (che dipende dalla categoria), dalle tariffe per evidenziazioni e promozioni, dalla spesa in Ads del marketplace, dai contributi alle spedizioni del programma Smart e dalle tariffe fisse. La commissione nominale è di solito meno della metà del costo totale di vendita, per questo il calcolo si fa sulle commissioni effettivamente addebitate nei rendiconti.
Come si calcola la commissione effettiva?
La somma di tutte le commissioni del marketplace nel periodo divisa per il fatturato dal marketplace nello stesso periodo. Diventa davvero utile per categoria e per offerta, perché le differenze tra prodotti possono essere di più volte ed è lì che si vede dove spariscono i soldi.
Vendere sul marketplace conviene?
Per prodotto: sì, se il margine commerciale dell’offerta è nettamente superiore alla sua commissione effettiva. Lo stesso catalogo contiene di solito offerte che vivono del marketplace e altre che perdono soldi su ogni pezzo venduto nonostante ottime vendite.
Come confrontare il marketplace con il proprio negozio?
Con lo stesso calcolo su entrambi i lati: margine commerciale meno costo di vendita del canale (commissione effettiva contro incidenza della spesa pubblicitaria sul fatturato del negozio più pagamenti e spedizione). Il confronto ha senso solo per prodotto e sugli ordini pagati; le medie di canale cancellano tutto ciò che è interessante.
Da dove prende DataOrganizer le commissioni del marketplace?
Dai rendiconti del marketplace tramite integrazione: ordini più commissioni addebitate di ogni tipo. Una volta collegati al prezzo d’acquisto dal sistema del negozio, l’assistente AI risponde alle domande sull’utile al netto delle commissioni per offerta, senza dover unire a mano tre esportazioni.
Riepilogo dell’intera guida
Il calcolo per il marketplace in tre passi
1. Raccogli tutte le commissioni, non solo quella di vendita. Commissione, promozioni, Ads, contributi alle spedizioni e tariffe fisse compongono la commissione effettiva: un unico numero confrontabile con il margine.
2. Scendi al livello della singola offerta. La media dell’account nasconde le offerte redditizie e quelle in perdita. Le decisioni su Ads, promozioni e ritiro di un prodotto si prendono offerta per offerta.
3. Confronta i canali con lo stesso calcolo. Marketplace contro negozio proprio significa margine meno costo di vendita da entrambe le parti, sugli ordini pagati. DataOrganizer compone questo calcolo in automatico dai rendiconti del marketplace, dai dati del negozio e dal margine, così la risposta a “quanto resta davvero” si ottiene con una sola domanda in chat.
DataOrganizer · Il marketplace a conti fatti
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